Direzione Didattica

Francesco Monico

Se ogni individuo è un’opera d’arte allora ogni professionalità è il risultato di questa dimensione artistica” – F. Monico, Direttore Accademia Media, Film e Arti Visive.

Oggi Direttore del Nuovo Triennio in Media Design e Arti Mediali AMFAV e senior Partner di Ars Academy Research, ha fondato e diretto per 13 anni la Scuola di Media Design della NABA di Milano, e dirige il programma di ricerca dottorale Ph.D. Planetary Collegium T-Node per l’Università di Plymouth (UK). Nella stessa università è membro del Board of Directors del Center for Advanced Inquiry in Integrative Arts con il prof. Roy Ascott. Lavora all’interno di un network internazionale per definire la metodologia di ricerca tra arte, scienza, tecnologia.

Inizia l’attività lavorativa al compimento della maggiore età come regista a Rai 3, poi è autore multimediale, artista e ricercatore con un’esperienza di dimensione nazionale e internazionale. Senior Fellow del McLuhan Program in Culture & Technology presso l’Università di Toronto, è dottore Ph.D. in Media e Arti con una tesi sulla Pedagogia nell’era della tecnica.

Oltre ad insegnare Teoria e Metodo dei Mass Media presso AMFAV, è direttore fondatore della società Ars Academy Research, che si occupa di ricerca, innovazione e formazione. Nel suo lavoro ha sviluppato una ricerca sincretica sui media, tecnologia e nuove proporzioni umane, che esprime un’estetica in cui pratica artistica, esperienza didattica e produzione scientifica si fondono in un unico contesto di ricerca. Ha curato vari simposi e conferenze internazionali sulle New Media Art e sulla pedagogia. Ha scritto continuativamente di critica televisiva per l’International Herald Tribune/Italy Daily, ha scritto per Wired di New Media Art, collabora con il Sole24Ore Nova 24 su temi dell’innovazione digitale. Ha diretto e si occupa di Ricerca e Sviluppo per aziende della Tecnologia e del Design, italiane ed internazionali.

Per Meltemi Editore ha scritto Il “Dramma Televisivo” (2006), per Mimesis ha collaborato all’edizione italiana di “L’Homme Literé – dall’alfabeto all’Internet” (2008) di Derrick de Kerckhove, per CLUEB ha collaborato all’edizione italiana di “Expanded Cinema” di Gene Youngblood (2013). Accanto alla riflessione sui media e sulla tecnica si occupa di opere di New Media Art: è autore di opere quali “TAFKAV (The Artist Formerly Known as Vanda)”, un’installazione technoetica, “Is There Love in the Technoetic Narcissus” e “The Hybrid Constitution”.

Ha progettato e lanciato con successo diversi master e corsi di alta formazione tutti in ambito MIUR, Ministero Italiano dell’Università e della Ricerca.

Ho avuto la fortuna di unire una carriera pratica, sul campo, a un percorso di ricerca che mi ha portato a specializzarmi all’estero su  tematiche su cui ho lavorato per tanti anni, e cioè, quelle legate alla teoria dei media, alle culture multimediali e alle nuove tecnologie digitali. Poi ho avuto la fortuna di ideare, progettare e realizzare un progetto di formazione accademica sulle nuove forme cinematiche del film e dei media di successo culturale, progettazione che ha coinvolto il Ministero dell’Università e della Ricerca Italiano e l’Università Inglese. Attraverso questo dispositivo  abbiamo sperimentato forme avanzate e di eccellenza di formazione, abbiamo fatto ricerca diplomando un vasto numero di studenti. Oggi nessuno può essere escluso da una responsabilità nel realizzare immagini, nessuno può sostenere che il video non sia un dispositivo con cui indagare la realtà e la cultura umana, nessuno può sostenere che nel video non ci sia solo “comunicazione” ma analisi e fondazione della realtà. Oggi, pur vivendo in una società che più che dai “mezzi di produzione” è sempre più generata dai “mezzi di comunicazione”, assistiamo ad una produzione del sapere che è quasi analfabeta dal punto di vista dei media. La formazione primaria non insegna a comprendere il complesso fenomeno dei mezzi e dei supporti delle comunicazioni; al contrario il progettista e l’artista contemporaneo devono avere una profonda consapevolezza di come questi funzionano e impattano sulla nostra sensorialità, psicologia e cultura” – Francesco Monico.