David Selznick, il mogul che leggeva Dickens e Tolstoj

By 4 giugno 2016Senza categoria

Scuola Cinema Film Making Roma David O. Selznick, leggendario “mogul”, sul set di David Copperfield, nella versione di George Cukor del 1935, si aggirava tenendo in tasca la copia del romanzo di Dickens che suo padre Lewis J. Selznick gli aveva regalato da ragazzino. Perché Selznick senior, ebreo russo emigrato prima in Inghilterra, poi approdato a Pittsburgh e di lì a Hollywood, era un autodidatta. E dunque aveva il culto dei classici. Perciò aveva allevato suo figlio, già da adolescente, a Tolstoj e Dickens. E Selznick junior, diventato produttore, di quelle letture fece tesoro…

Nel nome del padre

Lewis J. Selznick era stato un pioniere della produzione, estromesso dagli studios quando il cinema aveva cominciato il suo consolidamento industriale. Il figlio lo vendicò: entrato alla Mgm alla fine degli anni Venti, passato poi alla Paramount, poi direttore di produzione alla Rko, dal 1933 di nuovo alla Mgm ma come produttore indipendente e infine dal 1936 in proprio come distributore, diventò “il” tycoon per antonomasia, un nume nella Hollywood di quegli anni.

Greta Garbo e “Via col vento”

Nel 1935 insieme con il film dickensiano produsse Anna Karenina con Greta Garbo e, di nuovo da Dickens, Le due città, per mano di Jack Conway. Poi si rivolse anziché a classici a romanzi dell’epoca, titoli di successo: Via col vento di Margaret Mitchell e Rebecca di Daphne du Maurier.

Lo stile Selznick

Szelnick interpretava il ruolo di produttore nello stile dell’epoca: influiva su tutto, scelte artistiche, di cast, di regia… E quindi si dice che era nel suo “stile” pretendere fedeltà ai testi narrativi. Anzi, l’obbligo di fedeltà, per lui, per paradosso cresceva più i romanzi erano, anziché classici, recenti e di successo commerciale. Perché, sosteneva, il lettore va al cinema cercando “quella” storia e non si può deluderlo… Ecco perché è considerato un re Mida che ha costruito film di culto e successi al botteghino ormai ottuagenari come Gone with the wind ma non un innovatore sul piano cinematografico.

 

Maria Serena Palieri

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