Fitzgerald e il cinema: il matrimonio fallito

By 24 maggio 2016Senza categoria

Cinema Film Roma Scott FitzgeraldAffascinante e incompiuto Gli ultimi fuochi è uno dei migliori romanzi ambientati a Hollywood. Protagonista Monroe Stahr, un produttore per visionarietà e idealismo fratello del “Grande Gatsby”, fu pubblicato nel 1941 grazie al lavoro che Edmund Wilson compì sul manoscritto. E aprì una stagione di riscoperta e rivisitazione del suo autore, morto quattro anni prima.

Uno scrittore in crisi

Eppure lui, Francis Scott Fitzgerald, è l’emblema di come l’industria cinematografica “non” debba usare gli scrittori.

Nel 1937 Fitzgerald aveva già pubblicato i suoi capolavori, Di qua dal Paradiso, Belli e dannati, Il grande Gatsby e Tenera è la notte, ma, complice la dipendenza da alcool e complice la malattia mentale di Zelda, la moglie, era in crisi su tutti i piani: dallo psichico all’economico.

La zattera della Mgm

Gli arrivò l’offerta dalla Mgm – era una politica degli studios assoldare scrittori di successo e metterli in una stanzetta a battere sequenze e dialoghi sui tasti – e, lì per lì, sembrò avesse trovato una soluzione dei suoi mali. Soldi e un nuovo amore, Sheilah Graham, cronista mondana.

Una sceneggiatura non è un romanzo

Invece andò tutto per storto. L’inventore dell’ “Età del jazz” (fu lui a dare il nome alla sua epoca) era incompatibile con la fabbrica hollywoodiana. Al massimo del malessere arrivò quando il suo adattamento per Tre camerati di Frank Borzage fu bocciato perché troppo letterario e riscritto da Mankiewicz. E quindi via da Hollywood, ritorno al bere…

Film su/da Fitzgerald

Dai romanzi di Fitzgerald sono stati tratti una decina di film, quattro solo da Gatsby (è poi Elia Kazan a firmare nel 1976 Gli ultimi fuochi con Robert De Niro). Lui stesso diventa soggetto da film, per esempio in Midnight in Paris di Woody Allen (2011).

Ma, appunto, Scott Fitzgerald è l’emblema di come Hollywood “non” debba usare gli scrittori. E come gli scrittori (veri) “non” debbano farsi usare. Ah, a raccontare la tragica avventura hollywoodiana di FSF ci aveva pensato un film già nel 1959: Beloved infidel – Adorabile infedele di Henry King con Gregory Peck e Deborah Kerr.

Maria Serena Palieri

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