Thalberg, il primo produttore esecutivo del cinema

By 31 maggio 2016Senza categoria

Schermata 2016-05-31 alle 15.38.17Darryl F. Zanuck, David O. Selznick e Irving Thalberg sono i tre “mogul” – gli imprenditori potenti e di successo – che, tra gli anni Trenta e Quaranta, crearono quel tipo di cinema con cui Hollywood riempì le sale di tutto il mondo. Un cinema fastoso e costoso, ispirato in robusta percentuale ai classici della letteratura.

Thalberg, poi, diventò lui stesso un personaggio letterario: cardiopatico, era morto da poco, appena trentasettenne, quando Francis Scott Fitzgerald lo trasformò nel Monroe Stahr, produttore dall’aura fitzgeraldianamente romantica, del romanzo incompiuto Gli ultimi fuochi. È lui, Irving Thalberg, il “last tycoon”, come recitava il titolo originale.

Il ragazzo prodigio del cinema

Irving Thalberg nasce a Brooklyn (quartiere a quell’epoca popolare, tutt’altro che “gentrificato” come oggi) nel 1899 da una famiglia di immigrati ebrei tedeschi. Nella sua parabola c’è tutta l’America di quegli anni: in quanto ebreo malvisto – l’antisemitismo era una peste diffusa in quegli anni – però, nel paese che premia il merito, può salire la scala verso il successo. Tanto in fretta che non ha vent’anni quando diventa direttore di produzione alla Metro Pictures, futura Mgm.

Il primo “produttore esecutivo”

Thalberg, in questi panni, poi in quelli di produttore indipendente (il suo capo, Louis B. Mayer, geloso del suo talento, l’aveva estromesso), inventa la figura del “produttore esecutivo”. Quello che trasforma un’idea in un prodotto, trovando un regista e gli attori, sceneggiatore e costumista, soldi e location.

Idee per i film? Ma nei romanzi!

E appunto dove trovare storie per bei film costosi e destinati al gran successo? Thalberg come Szelnick sono ragazzi con la religione della “cultura”. Perché vengono da famiglie modeste e, quindi, nutrono rispetto e venerazione verso quanto hanno conquistato non per diritto ereditario ma in proprio. Il primo film prodotto da Thalberg è La famiglia Barrett che è nientemeno che il racconto della storia d’amore tra due poeti molto amati, Robert Browning ed Elisabeth Barrett. Trovate una major che, oggi, ritenga plausibile una storia del genere. Fu un successo. Prima di morire (nel 1936) aveva in produzione La buona terra dal romanzo della Nobel Pearl S. Buck e una delle prime produzioni scespiriane, Romeo e Giulietta.

 

Maria Serena Palieri

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